COPYWRITE

 

Dopo numerose e sostanziali modifiche rispetto al testo che era stato respinto è stata approvata a larga maggioranza dal Parlamento europeo.

Il trilogo ha tenuto a confronto Parlamento, Commissione e Consiglio europeo. Entro la prossima primavera sarà varato il provvedimento conclusivo, che può essere soggetto ad ulteriori modifiche.

Si tratta comunque di una svolta epocale?

Assicurare un equo compenso all’industria editoriale e alla più vasta comunità dei titolari di diritto d’autore su tutte le produzioni artistiche e culturali non è una cosa da sottovalutare.

Non sono rare ormai le produzioni di articoli fatte da copy ha pochi euro, su alcuni gruppi di facebook si contrattano articoli a 10 €uro, in India puoi acquistarli anche a 4/5 €uro.

Se sei registrato su Melascrivi ti pagano per scrivere dai 5 ai 7 euro ad articoli minimo di 700 parole.

Ben poco per un copy, per un editor man, che redige un articolo da pubblicare per altri.

Quanto ai diritti d’autore, l’articolo 13 è stato profondamente modificato. Esso prevede oggi un principio di grande discontinuità rispetto alla storia di Internet: cioè la fine dell’immunità delle piattaforme rispetto a ciò che pubblicano, diversamente da quanto accade alle testate editoriali.

In pratica se finora si pubblicava su una piattaforma qualunque espressione artistica gravata da diritti d’autore, la piattaforma non rispondeva del mancato versamento del diritto, adesso, al contrario, si potrà pubblicare solo ciò che sia tutelato da un’apposita licenza regolarmente sottoscritta che garantisca il versamento del corrispettivo del diritto. E a questo fine le piattaforme, potranno essere obbligate da governi e autorità della comunicazione di ogni Paese membro a dotarsi di appositi algoritmi volti a escludere la pubblicazione di materiali non coperti da licenza.

Algoritmo = Censura??

In ogni caso il diritto al compenso delle imprese editoriali europee e di chi in Ue gode della tutela del diritto d’autore è una svolta che non ha nulla a che vedere con la violazione della libertà degli utenti della rete.

In che cosa si lede la libertà e di chi, se Yahoo, Google e consimili giganti sono chiamati a corrispondere alle imprese editoriali qualcosa di analogo a quanto esse sono già sempre più costrette a chiedere ai propri lettori online di pagare, per potervi direttamente accedere?

Sarà una vicenda ancora lunga e complessa, chiamando a confronto ordinamento europeo, statunitense e diverse legislazioni nazionali europee.

Il pregio di questa direttiva europea a tutela del diritto d’autore era ed è appunto un approccio comune europeo, volto a evitare che tutele diverse in ogni singolo Paese membro venissero eluse dai giganti over the top.

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